"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".
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Se i due quarantenni Meloni e Salvini stanno frantumando il centrodestra.

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Giorgia Meloni ha il diritto di candidarsi a sindaco di Roma, e sai che novità. Nessuno può impedirglielo di fatto, ma il suo buon senso dovrebbe imporle di dire che fin ora ha scherzato e di fare un passo indietro lasciando spazio al candidato Bertolaso, deciso e voluto dal centrodestra intero.
E' vero che cambiar idea è lecito, e ricambiarla è pure da persone intelligenti, ma nel caso delle elezioni romane il cambio di rotta della Meloni, seguita dalla Lega, ha creato tensione in seno al centrodestra che avrà come unico risultato la sconfitta dei quattro candidati della destra, aprendo la strada al Pd e al Movimento 5 stelle. Se oltre a questa funesta (ma realistica) previsione ricordiamo che fu la stessa Meloni a dichiarare che la sua candidatura non sarebbe mai arrivata a causa della incombente gravidanza, è lecito chiedersi se costoro sono dei sadomasochisti o hanno letteralmente perso la ragione. Proprio così, perché il ritorno in campo del leader di Fratelli d'Italia ha portato solo guai, divisioni e piccoli screzi tra Berlusconi e Salvini che rischiano di minare l'importante accordo che ci fu tra i tre maggiori partiti del centrodestra durante la manifestazione a Bologna. Insieme si vince, sappiamo tutti e ci ripetono loro, divisi perdiamo. E infatti il centrodestra si presenterà diviso alle elezioni per il sindaco di Roma. 
Salvini imputa il ritorno della Meloni (che ha dichiarato che il suo è un atto di generosità) a delle dichiarazione di Bertolaso che non gli son piaciute, alcune sui rom (a detta di Salvini un po' troppo soft) e altre sull'aver talvolta votato a sinistra. E' palese che la verità non sia questa, anche perché se accordi e coalizioni dovessero morire per le passate dichiarazioni di uno dei loro componenti, non esisterebbero centrodestra e centrosinistra, e non si spiegherebbero gli anni di governo di larga coalizioni che abbiamo avuto a fasi alterne dal 2011 ad oggi. Quel che invece è arcinoto è che la Meloni aveva saggiamente deciso di dedicarsi alla propria gravidanza, lasciando spazio a Bertolaso, perché è proprio il suo stato di gravidanza ad impedirle di impegnarsi al centro per cento nella campagna elettorale e poi, chissà, nella gestione della capitale. Ma forse pure questa è una balla messa lì per gettare fumo negli occhi, poiché sia la Meloni che Salvini sanno che solo uniti con Forza Italia potrebbero raggiungere il ballottaggio col Movimento 5 stelle (primo nei sondaggi). Dunque il dubbio che assale molti di noi è che questa scissione a Roma sia solo la prova di una scissione ben più importante a livello nazionale, che frantumerebbe il centrodestra e metterebbe in un angolo Forza Italia. 
Il ritornello, però, è sempre il solito, ovvero che solo uniti si può vincere. E l'inesperienza e la poca saggezza dei due quarantenni Meloni e Salvini  non promettono niente di buono.
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Il giustizialismo e il finto buonismo sono il sale della vita.

, by Yoga

Di giustizialismo e di finto buonismo l'Italia di oggi si sta nutrendo.
L'Italia delle nuove leve, l'Italia di Renzi col giubbotto alla Fonzie e l'Italia di Grillo, che nel Palazzo italiano ed europeo si presenta con la cravatta allentata, col primo bottone della camicia aperto. Perché certe consuetudini non si possono più seguire e del contegno anche solo formale possiamo permetterci di fregarcene.

La folla è affamata, molti cittadini sono poveri e altrettanti possono diventarlo, e vedere quei politici buscare fior di soldi facendo poco e male il proprio lavoro, questo non ci va giù.
Probabilmente c'è anche un fondo di verità e di normalità in questa grottesca riflessione.
Quel che però non comprendo e disapprovo è la faciloneria con la quale gli italiani si accontentano delle briciole che gli stessi politici gli concedono, briciole sotto forma di finto buonismo e di giustizialismo sfrenato.

Renzi ha messo piede a Palazzo Chigi e si è subito reso conto c'era meno trippa per gatti di quanto lui pensasse, che le sue promesse sarebbero rimaste attaccate a quelle sue spettacolari conferenze stampa e alle interviste di Bruno Vespa.
Si è reso conto, quel pifferaio magico, che in effetti è un gran casino governare senza essere stati unti dal popolo, perché la maggioranza è ballerina e ogni poco è necessario mettere la fiducia su una votazione, pena il tornare a fare il sindaco della bella Firenze, ma per quanto sia bello Palazzo Vecchio, Palazzo Chigi ha tutto un altro fascino.

Come fare quindi per illudere gli italioti che il governo sta lavorando e producendo? Semplice, accontentando un po' tutti concedendo delle briciole che spesso e volentieri rimangono indigeste.

Il consenso di Renzi è orizzontale, tocca grosso modo tutti (meno che me, ci tengo a specificarlo), quindi per accontentare i progressisti abolisce il reato di immigrazione clandestina rendendo le nostre coste una comoda meta per migliaia di disperati che poi, inevitabilmente, finiscono per lasciarci le penne.
Ma nella maggioranza di governo c'è anche il Nuovo Centrodestra di Alfano (accostare la parola destra a questo cognome mi mette i brividi), allora se viene abolito il reato di immigrazione clandestina deve compensare con, vediamo, una zozzata come Mare Nostrum. Così da una parte credono di essere i buoni samaritani, e dall'altra si illudono di proteggere l'Italia e gli italiani dall'immigrazione di massa.
E perché non tentare di accalappiare pure un po' di liberali? Massì, spargiamo la voce che le tasse si stanno abbassando, concediamo ottanta euri a un po' di gente e illudiamo tutti che in Europa basteranno i suoi trentanove anni per finirla con l'austerità. Sugli aumenti delle varie accise e sul reinserimento dell'imposta sulla prima casa (e non ne aggiungo altre ma ce ne sarebbero) taciamo, tanto a questi italiani ignoranti basta poco per stare sereni.
Ma Renzi è ingordo, ha più fame lui di consenso che gli italiani di un posto di lavoro fisso.
E allora facciamo i giustizialisti, concediamo la testa di Genovese al popolo di Grillo, un altro zoticone e ciarlatano che getta benzina sul fuoco e dona false speranze.

E' questo il grande progetto di Renzi, per tutto il resto si vedrà, tanto lui ha ereditato un paese allo sfascio e quindi di responsabilità non ne ha.
Vi dirò come la penso io: ha più responsabilità chi illude gli italiani promettendo il paradiso terrestre di chi invece si dà da fare, sbaglia, ammette gli errori e magari va al governo dopo aver vinto le elezioni.
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