"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".
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Se Erri De Luca è libero di dire di tutto ma Chiara Biasi non di pesare quanto vuole.

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Se Erri De Luca è libero di dire che il sabotaggio della Tav è necessario, che l'uso delle cesoie lo è altrettanto perché servono per tagliare le reti e anche addirittura che le molotov non sono materiale terroristico bensì roba da poco, non comprendiamo come mai un'altra persona molto famosa di nome Chiara Biasi non abbia il diritto di scegliere se e quanto esser magra. 
Direte voi, i casi sono estremamenti diversi. Eppure io, inevitabilmente, trovo un chiaro nesso tra i due.
Erri De Luca è stato assolto dall'accusa di istigazione al sabotaggio dopo aver rilasciato un'intervista all'Huff Post in cui, come ho detto, incoraggiava i suoi amici a boicottare la Tav usando cesoie e anche le molotov, poiché per lo scrittore queste ultime sono come dei giocattolini. In sostanza le sue dichiarazioni non hanno incoraggiato nessuno a commettere reati, quindi sono rimaste delle semplici parole che formavano la libera opinione di una persona su una determinata questione. E' evidente a chiunque non sia accecato dalla faziosità che l'intervista di Erri De Luca sia strettamente legata ai fatti violenti presenti in Val di Susa da anni e anni. E se anche il collegamento diretto sia difficilmente provabile, la notorietà di De Luca dovrebbe togliere ogni dubbio, perché è proprio grazie ad essa che la sua voce attira più orecchie rispetto ad altre.
Dall'altra parte abbiamo la blogger Chiara Biasi che è continuamente accusata di indurre le ragazze italiane ad intraprendere la pericolosa strada della magrezza, che talvolta sfocia nell'anoressia. La Biasi, a differenza di De Luca, non ha rilasciato interviste assurde in cui diceva chiaramente che mangiare la quantità di cibo adatta ad un canarino è cosa buona e giusta, no, lei semplicemente non nasconde di voler essere magra. Ha insomma scelto di esser magra assumendosi la responsabilità di tutto ciò, poiché è appunto lei la prima a seguire diete ferree e programmi di allenamento degni di Rocky Balboa. De Luca, a differenza sua, non è mai stato trovato col passamontagna armato di cesoie e molotv a boicottare la costruzione della Tav. No, lui comanda il boicottaggio dalle pagine dei giornali che lo intervistano, elevandolo ad eroe.
L'opinione pubblica è palesemente impazzita quando demonizza la Biasi per i pochi chili che pesa, assolvendo invece De Luca per le sue affermazioni intrise di violenza e che con viltà egli nasconde dietro la libertà di pensiero e della sua espressione. 
Alla fine dei conti, Chiara Biasi non ha il diritto di seguire la dieta che ritiene più opportuna perché rischia di indurre le ragazze all'anoressia, mentre De Luca può fare il frocio col culo degli altri esaltando il boicottaggio e l'uso di cesoie e molotov. E il sospetto che mi assale è che tale distinzione venga fatta solo sulla base del cognome e dell'argomento in questione.
Esistono difatti persone ed argomenti intoccabile, che io mando solitamente affanculo.
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Dalle accuse all Biasi alla chiusura del Cocoricò: è tutto uno scarica barile.

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Ho passato la sera di Ferragosto in una discoteca della Versilia. Ho bevuto, e neanche poco (ragazzi lo ripeto ancora: l'alcool fa male, non bevete). Nell'esatto momento in cui la sbronza era al livello necessario per farmi lanciare in corteggiamenti spudorati al sapore di vodka, la ragazza da me individuata come preda guarda il bicchiere ricolmo d'alcool che gentilmente le avevo offerto e con espressione atterrita me lo rende indietro. Chiedo spiegazioni, mi preoccupo, e lei mi indica un granello bianco di polistirolo che, non so come, era piovuto dentro il mio calice. La tizia scende dal tavolo su cui roteava il sedere e corre in bagno. Dopo dieci minuti torna da me e ancor più preoccupata mi chiede se quel granello bianco di polistirolo fosse invece una pasticca che le avevo messo dentro il bicchiere per drogarla. Della serie "sticazzi", chissenefrega, ed infatti è così. Se nel mondo ogni uomo ha a disposizione sette donne, in una discoteca in cui fai il benefattore offrendo vodka la cifra raddoppia ed un numero consistente di ragazze iniziano ad assomigliare a Mosè: non aprono le acque ma bensì qualcos'altro.
Il punto è però un altro. Mi domando: questa ragazza che mi ha creduto uno spacciatore che voleva stuprarla è una mitomane oppure negli ultimi tempi è stata bombardata oltre il normale di notizie secondo cui nelle discoteche si muore come zanzare a causa dell'extasy e derivati? Io personalmente, ma credo di poter parlare anche a nome di qualche migliaio di persone, ho subito tale bombardamento, accorgendomi anche però del fatto che niente è cambiato nelle discoteche da diversi anni fa ad oggi. Nel senso che gli spacciatori ci sono, i drogati pure e gli ubriaconi idem. Successivamente, ed ovviamente, troviamo gli spacciatori arrestati perché qualche drogato c'ha lasciato le penne ed anche le stragi per strada a causa della guida in stato d'ebbrezza. Questo accade ogni maledetto week-end da non so quanti cavolo di anni a questa parte, eppure per l'opinione pubblica negli ultimi tempi c'è stata un'impennata spaventosa di giovani morti in discoteca a causa dell'assunzione di droga, meglio se trattasi di extasy. Da quando il povero Lamberto è morto a Riccione è stata diffusa la notizia che noi altri giovani (termine idiota quanto chi lo usa poiché non definisce la fascia d'età entro cui è compreso) siamo un branco di drogati in balia degli spacciatori che affollano i locali che frequentiamo. Nessun accenno a quel minimo di senso di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe possedere, siamo come delle marionette che si muovono al comando di quello o di quell'altro, che sia lo spacciatore o il proprietario della discoteca dove purtroppo è accaduta una disgrazia. Quindi la discoteca viene chiusa per mesi e mesi, decine di persone perdono il lavoro, noi siamo un branco di vegetali pronti ad ingerire qualsiasi sostanza ed io ho la netta sensazione che questo sia un cane che si morde la coda. Storiella che mi ricorda quella dei premi nobel che tartassano Chiara Biasi perché, per via della sua magrezza che ritengono eccessiva senza però saperne niente, la ritengono fomentatrice dell'anoressia mondiale. Tutto questo solo e soltanto per non dover dire di no alla figlia tredicenne che già è iscritta a tutti i social network esistenti e futuri, o per non dover ammettere che le discoteche sono frequentate anche da imbecilli che si drogano e che ci lasciano il calzino.
Imbecille che molto spesso è rappresentato da tuo figlio.
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Ma la Biasi e la Ferragni possono decidere di esser magre quanto vogliono? Certo che sì!

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Seguo su Twitter Chiara Biasi, e non perché sia interessato ai suoi vestiti, manco al suo nuovo fidanzato (lui semplicemente lo invidio), piuttosto perché è bella, semplice, e mi pare pure intelligente. Di quell'intelligenza che non ti aspetti di trovare in una persona che campa indossando vestiti e fotografandoli. Da quando poi la scorsa Pasqua la trovai in una discoteca della Versilia, sostanzialmente sono rimasto folgorato dal suo corpo. C'è pure un'altra Chiara italiana altrettando famosa, di cognome fa Ferragni, e pure lei campa indossando vestiti e fotografandoli. Discreta pure lei ma non ai livelli della Biasi, e datemi pure del malato di mente.
Ma accantonando i miei commenti tipici di chi su Twitter passa troppo tempo, c'è una questione meritevole d'attenzione che vede interessate le nostre due fashion blogger: il loro stato fisico. Molte persone affermano che le due Chiare siano cadute nel baratro dell'anoressia, sempre che tali accusatori sappiano di cosa stanno parlando. Ma neanche questo è ciò che veramente mi interessa. Le definizioni mediche le lascio alla Treccani che sta prendendo polvere sulla libreria in salotto. Quel che ancor di più crea interesse in me è il motivo per cui due ragazze di cui niente sappiamo (se non che campano indossando vestiti e fotografandoli) debbano sorbirsi le melense accuse di mezza Italia che le ritiene fomentatrici dell'anoressia tra i giovani. E' un meccanismo (quello di individuare ogni tanto dei colpevoli di un male collettivo) che io detesto e di cui ho già espresso il mio piuttosto chiaro parere, come ad esempio nel caso del giovane morto per overdose al Cocoricò. La faccio breve: si può pretendere che due ragazze, diventate famose per i vestiti che indossano e che fotografano, si facciano portatrici del buon messaggio salutista secondo cui l'eccessiva magrezza è dannosa? Nel caso loro siano affette da tale male, dobbiamo censurarle con l'accusa di incitare le loro followers all'anoressia, o semplicemente dovremmo preoccuparci di educare i nostri figli a dovere facendoci poi delle grosse quantità di cazzi nostri? Questa è una strada piuttosto rischiosa perché con la faciloneria con cui berciamo che la Biasi si sta macchiando di tali colpe, potremmo anche accusarla di farsi vedere in giro con la sigaretta accesa o con un superalcolico in mano. D'altronde, se facciamo passare per vero che le persone famose devono dare il buon esempio (quando manco i genitori lo danno), potremmo con assoluta tranquillità stabilire per la categoria "vip" il proibizionismo.
Io, da buon maschio puro e rozzo, mi limito a sbavare sullo schermo del cellulare quando la Biasi pubblica una sua nuova foto, e credo che così debba essere, perché lei è grande e vaccinata ed ha pure due genitori che, eventualmente, affronteranno con lei quel suo presunto problema. Mal sopporto chi si permette di affrontare la questione anoressia-bulimia e derivati con la sufficienza dei 140 caratteri di Twitter. Ma ancor di più chi punta il dito contro queste due giovani sperando così di trovare una scusa al proprio fallimento come genitore ed educatore.
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