"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

La morte di Casaleggio non cambierà la mia opinione sul Movimento 5 Stelle

, by Lorenzo Zuppini

La morte di Casaleggio ci addolora. Dispiace anche per quelle persone che stanno patendo per la sua scomparsa (queste persone non siamo noi, che lo abbiamo conosciuto solo quelle poche volte che è apparso in tivù, diciamo la verità), amici e parenti vari. Ciò che tutti si chiedono oggi è che fine farà il Movimento 5 Stelle dopo la morte di uno dei suoi due fondatori, e questo la dice lunga sulla fiducia che opinionisti ed elettori hanno nei parlamentari pentastellati. I Di Battista e i Di Maio, adesso, appaiono davvero come delle marionette abbandonate dal proprio burattinaio, proprio come ha raffigurato Vauro nella sua vignetta sulla scomparsa di Casaleggio (in verità la marionetta disegnata era Grillo, ma poco importa). 

Il tempo risponderà a queste domande. Su una cosa però non ci piove: il partito di Casaleggio rimanere quello che è ed è sempre stato, perché la sua morte non addolcirà coloro che hanno sempre criticato ferocemente questa sua creatura, arrivando quasi a disprezzarla (il sottoscritto è tra questi). I letterati, ma anche coloro che non potrebbero permetterselo, adesso lo chiamano eroe, lo chiamano politico di razza e affermano che avrebbe meritato una poltrona in Parlamento. La metà di queste persone, quando egli era ancora in vita, lo denigrava e disprezzava la sua antipolitica. L'altra metà se ne infischiava, considerandolo una macchietta, una comparsa di un minuto in un film eterno, che è la storia dell'Italia. Ipocriti e bugiardi.

Il Movimento 5 Stelle passerà alla storia come il partito crato da Casaleggio e Grillo, e composto da un branco di ragazzini polemici e isterici che hanno sostanzialmente tradito il loro mandato elettorale: non far niente è peggio di far le cose sbagliate. Passerà alla storia come il partito che ha proposto in Parlamento la parte peggiore dell'Italia: quella che aspetta il lavoro seduta sul divano, a guardare un talk show qualunque inveendo contro i politici ladri che prendono quindicimila euro al mese. L'Italia laboriosa, che si sacrifica e si dà da fare, sicuramente non è stata rappresentata da Grillo e Casaleggio e Di Maio, che comunque si è istituzionalizzato negli ultimi mesi. 

Il Movimento 5 Stelle ha lasciato striscioni in Parlamento, e gli echi delle urla sguaiate dei deputati e senatori che non avevano la minima idea di come aiutare gli italiani. Almeno Grillo, durante i suoi comizi grotteschi, faceva sfogare le persone nelle piazze, gli dava modo di tornare a casa stanchi e sconvolti. Quei quattro scannagatti che ci ritroviamo alla Camera e al Senato, invece, sanno solo lamentarsi e incolpare chi prima di loro ha governato, come se fossero nati sotto un cavolo qualche giorno fa. Il loro piano è perfetto, tipico dell'ignorante incapace: reddito di cittadinanza a pioggia, così da togliere agli italiani anche l'ultimo residuo di voglia di lavorare che era rimasto. Se poi gli chiedi cosa farebbero per risolvere il problema del terrorismo islamico e dello Stato Islamico, balbettano scemenze sul conflitto tra Israele e Palestina. Segno che quella poca storia che conoscono non la sanno assolutamente interpretare. 

Il Movimento 5 Stelle è il partito degli scontrini, del taglio degli stipendi dei parlamentari come soluzione ad ogni male (dove sta scritto che un parlamentare debba guadagnar poco?), dei deputati e dei senatori che finanziano con parte dei loro stipendi le piccole imprese (cosa siete, delle banche?!), delle manette tintinnanti appena vieni iscritto nel registro dei indagati, e della colpevolezza fino a prova contraria.

Io queste cazzate non gliele passavo quando Casaleggio era in vita, e non ho motivi per cambiare adesso la mia posizione. La morte non cancella gli errori commessi durante la propria vita, e il Movimento 5 Stelle io lo considero tale. Tutt'al più ci indurrà ad un maggiore tatto nell'esprimere il nostro negativo parere sulle gesta del defunto. E vi assicuro che scrivendo queste righe ho utilizzato il guanto di velluto.

Riposa in pace Gianroberto.

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