"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Se i due quarantenni Meloni e Salvini stanno frantumando il centrodestra.

, by Lorenzo Zuppini

Giorgia Meloni ha il diritto di candidarsi a sindaco di Roma, e sai che novità. Nessuno può impedirglielo di fatto, ma il suo buon senso dovrebbe imporle di dire che fin ora ha scherzato e di fare un passo indietro lasciando spazio al candidato Bertolaso, deciso e voluto dal centrodestra intero.
E' vero che cambiar idea è lecito, e ricambiarla è pure da persone intelligenti, ma nel caso delle elezioni romane il cambio di rotta della Meloni, seguita dalla Lega, ha creato tensione in seno al centrodestra che avrà come unico risultato la sconfitta dei quattro candidati della destra, aprendo la strada al Pd e al Movimento 5 stelle. Se oltre a questa funesta (ma realistica) previsione ricordiamo che fu la stessa Meloni a dichiarare che la sua candidatura non sarebbe mai arrivata a causa della incombente gravidanza, è lecito chiedersi se costoro sono dei sadomasochisti o hanno letteralmente perso la ragione. Proprio così, perché il ritorno in campo del leader di Fratelli d'Italia ha portato solo guai, divisioni e piccoli screzi tra Berlusconi e Salvini che rischiano di minare l'importante accordo che ci fu tra i tre maggiori partiti del centrodestra durante la manifestazione a Bologna. Insieme si vince, sappiamo tutti e ci ripetono loro, divisi perdiamo. E infatti il centrodestra si presenterà diviso alle elezioni per il sindaco di Roma. 
Salvini imputa il ritorno della Meloni (che ha dichiarato che il suo è un atto di generosità) a delle dichiarazione di Bertolaso che non gli son piaciute, alcune sui rom (a detta di Salvini un po' troppo soft) e altre sull'aver talvolta votato a sinistra. E' palese che la verità non sia questa, anche perché se accordi e coalizioni dovessero morire per le passate dichiarazioni di uno dei loro componenti, non esisterebbero centrodestra e centrosinistra, e non si spiegherebbero gli anni di governo di larga coalizioni che abbiamo avuto a fasi alterne dal 2011 ad oggi. Quel che invece è arcinoto è che la Meloni aveva saggiamente deciso di dedicarsi alla propria gravidanza, lasciando spazio a Bertolaso, perché è proprio il suo stato di gravidanza ad impedirle di impegnarsi al centro per cento nella campagna elettorale e poi, chissà, nella gestione della capitale. Ma forse pure questa è una balla messa lì per gettare fumo negli occhi, poiché sia la Meloni che Salvini sanno che solo uniti con Forza Italia potrebbero raggiungere il ballottaggio col Movimento 5 stelle (primo nei sondaggi). Dunque il dubbio che assale molti di noi è che questa scissione a Roma sia solo la prova di una scissione ben più importante a livello nazionale, che frantumerebbe il centrodestra e metterebbe in un angolo Forza Italia. 
Il ritornello, però, è sempre il solito, ovvero che solo uniti si può vincere. E l'inesperienza e la poca saggezza dei due quarantenni Meloni e Salvini  non promettono niente di buono.

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