"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Se Giulia Innocenzi si lamenta della repressione sessuale islamica in ritardo.

, by Lorenzo Zuppini

La notizia questa volta non riguarda un rapper che si lamenta d'esser vittima di una congiura nazionale. No, la notizia oggi riguarda le molestie che una Giulia Innocenzi sbigottita e supefatta ha subito in Iran, durante un viaggio con una sua amica. Ve lo dico chiaro e tondo: me ne sbatto altamente delle due palpate che i barbuti iraniani hanno dato al fondo schiena della nostra eroina. Confessandomi del tutto, a volte è capitato pure al sottoscritto di toccare (o almeno provarci) il sedere di qualche donzella. E' un approccio diretto e sbrigativo che chiaramente può urtare la sensibilità del proprietario di quel sedere. Quindi non capisco dove sia la notiziona, poiché basta girare per qualche discoteca nostrana per vedere i soliti comportamente dei ragazzi nei confronti del gentil sesso presente. Ma se leggiamo il post che la Innocenzi ha pubblicato sul suo profilo Facebook si capisce che non ne fa una questione personale, perché parla addirittura di "repressione sessuale", quindi di un problema che riguarda tutte le donne presenti in Iran, e per estesione in Medio Oriente. Ma a questo punto mi sorge spontanea una domanda: Giulia Innocenzi è nata soltanto ieri o fino ad oggi ha avuto gli occhi foderati di prosciutto? Di questo problema (ma "problema" è un termine riduttivo) si parla da anni e anni, persone, uomini e donne si sono presi la briga di denunciarlo ed accettare le conseguenze della loro presa di posizione contro corrente, dalla scorta che ti segue ovunque al processo per "islamofobia". Magdi Allam gira con la scorta, per esempio, e la sua libertà è mutilata. Daniela Santanchè, nel 2009, venne menata da un barbuto figlio di Allah mentre manifestava contro l'obbligo del burqa per le donne musulmane, e il tutto accadde a Milano, non a Teheran. Si è perso ormai il conto delle donne musulmane residenti in Italia che subiscono violenze dal padre perché, chessò, magari si frequentano con un coetaneo italiano. E via così di seguito, sorvolando sul fatto che ad una moltitudine di donne musulmane in Italia vengono negati dei diritti talmente scontati per noi che neanche ci facciamo più caso. Talmente scontati che le eroine popolari come la Innocenzi non ne parlano nei loro talk-show, dando talvolta la precedenza a quel rapper che si sente al centro del mondo e che gira in tv dicendo che la cannabis non fa male.
Nel suo post liberatorio su Facebook, la "santorina" ha detto che è stata una liberazione togliersi il velo sull'aereo. E Non stento a crederci.
Sapesse quanta gente vorrebbe liberarsi allo stesso modo dalle sue cazzate!

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