"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Salvini è ormai un martire. Si merita il nostro voto.

, by Lorenzo Zuppini

Mi metto nei panni del Salvini. Mi metto nei panni anche di coloro che, già mezzi schifati dalla politica, decidono di rompersi le balle stando sotto il sole per ascoltare ciò che il segretario leghista propone loro. Mi metto nei panni delle forze dell'ordine che devono difendere il politico che fa il comizio, il suo diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, quindi anche il diritto della popolazione di ascoltarlo. Quei ragazzi in divisa, con scudo e manganello che son sempre sul banco degli imputati, mai una volta che venisse loro dato il beneficio del dubbio. E' pieno il nostro paese di coraggiosi (si fa per dire) che immortalano il poliziotto nell'atto di menare il manifestante violento di turno, girano le foto alle testate giornalistiche di fiducia cosicché la macchina si metta in moto e continui a gettar fango sulla vittima designata dalla cultura egemone: quella progressista.
Era a Massa Carrara qualche giorno fa il Salvini, e tanto per cambiare sono strisciati fuori dai centri sociali i soliti delinquenti che hanno tentato di impedirgli di tenere il comizio politico, hanno tentato di impedire ai sostenitori del segretario leghista di ascoltare ed esultare. I poliziotti hanno caricato quegli energumeni e, dico io, gliene hanno date poche, ma è impossibile pretendere che un agente faccia a pieno il suo lavoro se ogni volta rischia di passare per macellaio. Sempre che, addirittura, non venga direttamente sospeso dal servizio. Direte voi, la politica avrà fatto quadrato attorno al Salvini, gli avrà dato la pacca sulla spalla denunciando la presenza capillare sul territorio nazionale di questi covi di delinquenti sfaccendati. Macché, qui siamo in Italia, l'ideologia vien prima di tutto. Infatti per il presidente della Toscana Enrico Rossi  "Salvini è un provocatore, è un incendiario, cerca la provocazione volutamente. Propone soluzione assurde a problemi reali. Attizza l'odio e la violenza". Insomma si è meritato la sassaiola e l'agguato. Poi però il presidente della Toscana si è forse ricordato che anche Salvini ha il diritto di fare comizi ed esporre le sue idee, quindi ha precisato che " (Salvini) ha diritto di parlare, ma anche noi abbiamo diritto di richiamarlo al senso di responsabilità e abbiamo anche il diritto di combatterlo pacificamente, perché chi attizza odio e violenza deve essere combattuto dalle forze democratiche".
Capite? Chi attizza odio e violenza. Il presidente Rossi decide chi getta benzina sul fuoco e chi invece dice cose giuste. Loro hanno il diritto di combatterlo pacificamente e democraticamente richiamandolo al senso di responsabilità. Ma chi si crede d'essere Rossi, Superman? Batman? Il supereroe con l'arduo compito di proteggere l'umanità intera? Si autodefinisce una forza democratica, perché forse la Lega di Salvini non lo è? Soltanto chi si fa foto insieme alle famiglie rom ha diritto di chiaccherare per strada esponendo le poprie idee su come gestire la cosa comune? 
La storia si ripete, perché chiunque si opponga alla sinistra egemone e raccolga un discreto consenso è destinato a meritarsi aggressioni e linciaggi. Per loro è un nemico da abbattere, per me invece diventa un martire.
Ed un martire, a parer mio, si merita sempre d'esser votato.

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