"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Luz lascerà la direzione di Charlie Hebdo: siamo ancora tutti Charlie?

, by Lorenzo Zuppini

Renald Luzier, in art Luz, ha deciso che a settembre lascerà la direzione di Charlie Hebdo. E' uno dei pochi sopravvissuti alla strage del 7 gennaio, quando quei due fratelli musulmani entrarono nella sede del giornale satirico uccidendo dodici persone. Luz insieme a Charb,Cabu, Honoré e a tutti gli altri aveva raffigurato Maometto in modo grottesco. La risposta dal mondo islamico è stata chiara: ciò che è scritto nel Corano è legge di Stato, e voi siete tenuti a rispettarla. Non lo fate? Vi mettiamo a tacere uccidendovi, inducendovi a non esercitare i vostri diritti per la paura di morire. A Parigi, qualche giorno dopo, tre milioni di persone sfilarono per le strade della capitale manifestando la loro vicinanza alle vittime e alle loro famiglie. Alla testa del fiume umano si trovavano primi ministri e Capi di Stato, tra gli altri anche il nostro buon Renzi, suppongo nel tentativo di mostrare ad Hollande che l'intero mondo occidentale era dalla sua parte. Quella guerra l'avremmo dovuta combattere tutti quanti insieme, perché Charlie Hebdo rappresenta tutt'oggi la nostra sacra libertà d'espressione, e il senso di quelle tre milioni di persone era esattamente questo. A Parigi non potei andare, ma cercai di mostrare l'affetto spontaneo che stavo provando per le povere vittime attaccando fuori dalla finestra di camera mia un cartello portante la scritta "Je suis Charlie". Io sono Charlie, io sono con voi, la libertà di pensiero per la quale siete stati massacrati è anche la mia, e per adesso posso esercitarla solamente scrivendo e mostrando al mio vicinato quelle tre parole. Nella mia città non ho visto altri cartelli simili al mio, eppure son sicuro che tutti hanno provato dolore e un senso di smarrimento nell'apprendere che delle persone erano state giustiziate per aver disegnato un dio altrui.
Smarrimento, perché questi diritti e queste libertà sono per noi acquisiti. Paura, perché non possiamo non goderne, altrimenti non sarebbe vita, ma ci siamo resi conto di quanto siamo vulnerabili di fronte a chi ci odia. Hollande, galantuomo di sinistra, sta impedendo agli immigrati clandestini di entrare in Francia. Che ciò sia dovuto allo smarrimento e alla paura di cui parlavo prima o ad altro, poco importa. Di qualcosa si è reso conto e qualcosa sta facendo. Dalle nostre parti, invece, conta più non darla vinta al politico rivale che ormai da tempo consiglia di chiudere le frontiere. La politica italiana a tal riguardo è così riassumibile: venite pure, non sappiamo dove mettervi e come mantenervi ma venite pure. E nell'attesa che l'Europa decida il da farsi noi incrociamo le dita nella speranza di non essere le prossime vittime dei figli di Allah.
Il particolare che, a me personalmente, incute più paura è che i due cani immondi che attaccarono Charlie Hebdo erano francesi a tutti gli effetti, probabilmente pure ben integrati nella società occidentale, eppure qualcosa era andanto storto, qualcosa era sfuggito alle autorità francesi. E' proprio questo fatto che mi rende inquieto, perché è evidente che l'Occidente abbia permesso a questi serpenti velenosi di crescergli in seno, lasciandoli anche sufficientemente liberi per poi sferrare un attacco importante. Le profezie di Oriana Fallaci non erano affatto campate per aria, il sette gennaio ne abbiamo avuta l'ennesima prova.
Quando Luz ci dice che lavorare a Charlie Hebdo passando le notti a convocare i morti, Charb, Cabu, Honoré, Wolinski e tutti gli altri, è massacrante, sta anche sottintendendo che dopo la camminata a Parigi di tre milioni di persone niente è stato realmente fatto. La paura e lo smarrimento sono i soliti. La Francia, in quanto paese colpito, ha messo in atto delle misure preventive ovvie, che tutti si sarebbero aspettati dopo un fatto del genere. Ma quello che doveva avvenire, e che non è affatto avvenuto, riguardava solo noi uomini e donne occidentali e la nostra coscienza. Avremmo dovuto ammettere all'unisono che un nemico ci ha dichiarato guerra, che sta combattendo contro di noi e che ormai da tempo si è insediato all'interno del nostro territorio come un cancro nel corpo di un uomo. Avremmo dovuto comprare tutti quanti il numero di Charlie Hebdo uscito dopo l'attentato. I nostri giornali lo avrebbero dovuto pubblicare, magari distribuendolo gratis.
Luz avrebbe capito che sì, la paura attanaglia tutti noi, ma anche che il mondo occidentale stava realmente facendo cerchio attorno a lui e ai morti che convoca ogni notte.
Perdonaci.

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