"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".
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Salvini è ormai un martire. Si merita il nostro voto.

, by Yoga

Mi metto nei panni del Salvini. Mi metto nei panni anche di coloro che, già mezzi schifati dalla politica, decidono di rompersi le balle stando sotto il sole per ascoltare ciò che il segretario leghista propone loro. Mi metto nei panni delle forze dell'ordine che devono difendere il politico che fa il comizio, il suo diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, quindi anche il diritto della popolazione di ascoltarlo. Quei ragazzi in divisa, con scudo e manganello che son sempre sul banco degli imputati, mai una volta che venisse loro dato il beneficio del dubbio. E' pieno il nostro paese di coraggiosi (si fa per dire) che immortalano il poliziotto nell'atto di menare il manifestante violento di turno, girano le foto alle testate giornalistiche di fiducia cosicché la macchina si metta in moto e continui a gettar fango sulla vittima designata dalla cultura egemone: quella progressista.
Era a Massa Carrara qualche giorno fa il Salvini, e tanto per cambiare sono strisciati fuori dai centri sociali i soliti delinquenti che hanno tentato di impedirgli di tenere il comizio politico, hanno tentato di impedire ai sostenitori del segretario leghista di ascoltare ed esultare. I poliziotti hanno caricato quegli energumeni e, dico io, gliene hanno date poche, ma è impossibile pretendere che un agente faccia a pieno il suo lavoro se ogni volta rischia di passare per macellaio. Sempre che, addirittura, non venga direttamente sospeso dal servizio. Direte voi, la politica avrà fatto quadrato attorno al Salvini, gli avrà dato la pacca sulla spalla denunciando la presenza capillare sul territorio nazionale di questi covi di delinquenti sfaccendati. Macché, qui siamo in Italia, l'ideologia vien prima di tutto. Infatti per il presidente della Toscana Enrico Rossi  "Salvini è un provocatore, è un incendiario, cerca la provocazione volutamente. Propone soluzione assurde a problemi reali. Attizza l'odio e la violenza". Insomma si è meritato la sassaiola e l'agguato. Poi però il presidente della Toscana si è forse ricordato che anche Salvini ha il diritto di fare comizi ed esporre le sue idee, quindi ha precisato che " (Salvini) ha diritto di parlare, ma anche noi abbiamo diritto di richiamarlo al senso di responsabilità e abbiamo anche il diritto di combatterlo pacificamente, perché chi attizza odio e violenza deve essere combattuto dalle forze democratiche".
Capite? Chi attizza odio e violenza. Il presidente Rossi decide chi getta benzina sul fuoco e chi invece dice cose giuste. Loro hanno il diritto di combatterlo pacificamente e democraticamente richiamandolo al senso di responsabilità. Ma chi si crede d'essere Rossi, Superman? Batman? Il supereroe con l'arduo compito di proteggere l'umanità intera? Si autodefinisce una forza democratica, perché forse la Lega di Salvini non lo è? Soltanto chi si fa foto insieme alle famiglie rom ha diritto di chiaccherare per strada esponendo le poprie idee su come gestire la cosa comune? 
La storia si ripete, perché chiunque si opponga alla sinistra egemone e raccolga un discreto consenso è destinato a meritarsi aggressioni e linciaggi. Per loro è un nemico da abbattere, per me invece diventa un martire.
Ed un martire, a parer mio, si merita sempre d'esser votato.
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Salvini si è meritato l'agguato di Bologna. Sai che novità.

, by Yoga

C'è una novità scottante, qualcosa su cui proprio non si può passar sopra, bisogna parlarne: Salvini si è meritato l'agguato che i ragazzotti dei centri sociali gli hanno teso a Bologna. Si è meritato quell'agguato e le sassate sulla macchina come Berlusconi si meritò la statuetta del Duomo di Milano nel viso, perché alla fin fine tutti lo sappiamo, tutti siamo coscienti che da quella parte non ce n'è uno che possa salvarsi, che quelli di destra qualche mazzata è normale che se la prendano perché appunto se la carcano, sono loro che aizzano la folla.
Berlusconi stava passando per Piazza del Duomo, stava andando verso la propria macchina, aveva i suoi sostenitori ad acclamarlo, come si può pensare che un comportamento di questo genere passi in cavalleria? Come si può pretendere che qualcuno non se la prenda a male per tutto ciò e tenti di ammazzare quel "fascista", quel "razzista", "quel maiale" eccetera eccetera? Insomma a tutto c'è un limite.
Salvini, invece, stava visitando un campo rom, perché quell'obrobrio di partito chiamato Lega Nord vorrebbe farli smantellare. Ma siamo pazzi? Smantellare delle baraccopoli dove regna l'illegalità, l'anarchia, dove non puoi metter piede perché quella ormai è casa loro, è roba loro, ma per quale motivo dovremmo regolamentare tutto questo? Perché lo Stato italiano dovrebbe imporsi su di loro come fa con migliaia di onesti cittadini italiani che vengono rovinati da Equitalia o sfrattati dalle loro abitazioni? Salvini è uno xenofobo, è un razzista, è un fascista, e questa gente non deve poter parlare, anzi, deve morire. Perché l'agguato teso da quei giovani maramaldi non scordiamoci che rientra nella famosa libertà di manifestazione, nella famosa libertà di pensiero. E se poi nel frattempo vengono commessi svariati reati pace, amen, la libertà non si tocca, anche se il prezzo da pagare è la libertà di qualcun'altro, o magari la vita di qualcun'altro.
Quando la popolarità di un leader di destra aumenta la sinistra lo combatte con le mazze e coi sassi. E se uno degli aggressori viene investito da chi tenta di sottrarsi al linciaggio è ovvio che le parti si invertano, e che addirittura l'aggressore diventi vittima.
Ma secondo voi i benpensanti di sinistra o pentastellati possono dir due parole di sincera solidarietà ad un rozzo come Salvini? Ad uno che non ha l'abito da sartoria e non sfoggia un linguaggio forbito? Uno come Beppre Grillo che al ristorante fa indigestione di tartufo bianco potrà mai spendere due parole per un campagnolo come Salvini? Eppure la barba ce l'hanno lunga entrambi, ma forse quella che leader leghista è troppo incolta, boh, chissà. Voglio dire che personaggi colti e spocchiosi che danno al giovane Renzi mille euro a testa solo per farlo sognare ad occhi aperti non possono certo perdere trenta secondi della loro giornata per denunciare una simile quisquilia. I rinomati moralisti di Repubblica possono, secondo voi, schierarsi dalla parte di quello zotico di Matteo Salvini? Giammai, loro tifano per l'altro Matteo, quello che in un anno è passato dall'orologio di plastica da cinque euro al Patek Philippe da quindici mila.
E' questione di classi sociali, di schieramento, di idee espresse democraticamente ma che poi possono rivelarsi capi d'imputazione, tutto qui.
O forse, più semplicemente, è solo questione di stupidità e faziosità.

Un forte abbraccio al miglior Matteo che oggi l'Italia ha.
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