"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".
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Silvio Berlusconi c'è!

, by Yoga

Non so se si tratti di balle spacciate per verità o per false speranze di alcuni fatte passare per comuni, ma Silvio Berlusconi esiste ancora, sia come privato imprenditore che come leader politico.
E' evidente che la sentenza Esposito abbia avuto ben poche ripercussioni sulla vita a trecentosessanta gradi del Cavaliere, perché gli unici effetti concreti consistono in un po'  di volontariato e nella impossibilità di parlare criticamente dei magistrati. Ma niente c'è di cui preoccuparsi, gli italiani capiscono, stigmatizzano ed incolpano i veri colpevoli.
Ho dato alla sentenza il nome del giudice che l'ha emessa perché lo stile ed il modo da lui usati caratterizzano un gran numero di suoi colleghi, accomunati, appunti, dal modo barbaro e becero di fare la giustizia, di concepire l'enorme potere che hanno tra le mani e di non aver affatto il senso del ridicolo. Giudici italiani che fanno le loro cose all'italiana.
Accade anche che quest'accozzaglia di vili persecutori e imbonitori che credono nel comune senso del pudore aiutino il Cavaliere a mantenersi quello zoccolo duro di fedelissimi che gli permette di sedersi al tavolo delle trattarive col renzi di turno, loro non se ne accorgono, sono ciechi, ma Berlusconi ha vista e fiuto anche per loro altri.
Guarda caso solo Renzi è riuscito a rubacchiare dei voti al Cavaliere, quel Renzi che si è discostato, dalla sinistra storica e dai suoi riti tradizionali, ovvero i sindacati ed i loro scioperi ad oltranza in delle piazze che non hanno più senso d'esistere perché vorrebbe dire sputare nel piatto in cui hanno mangiato per anni e anni, e l'abbuffata sotto certi aspetti continua. Quel Renzi che però furbescamente non si è opposto alla cacciata di Berlusconi dal Senato della Repubblica, perché adesso ha difronte a sé il leader del centrodestra azzoppato e meno competitivo nel caso imminenti elezioni politiche. Renzi è furbo e scaltro, ha lasciato che altri riducessero le capacità comunicative di Berlusconi ma adesso ci governa assieme, perché solo un babbeo crederebbe che nel Jobs Act non ci sia la longa manus del Caimano, infatti chi ha buona memoria può ricordare che ciò che oggi propone la riforma del lavoro è ciò che il centrodestra proponeva all'alba delle politiche del febbraio 2013. Renzi si fa forte della propria scaltrezza, Berlusconi della propria ventennale esperienza.
Quanto si assomigliano Renzi e Berlusconi! Quanti voti riescono ad accaparrarsi con un paio d'ore in un talk show, e quanto questa maestria comunicativa affascina gli italiani.
Gli italiani non sanno cosa farsene di una classe dirigente di puritani, di persone che seguono prima di tutto le consuetudini dettate dal Politically Correct, di politici scandalizzati dalla bellezza della Carfagna, dal reggicalze della Brambilla o dall'abilità col cono della Madia. Peggio ancora, gli italiani non sanno cosa farsene di politici che si scandalizzano per alcune di queste cose ma non per tutte, perché moralisti a senso unico.
Gli italiani hanno bisogno di sentirsi vicini i propri dirigenti, di crederli comuni mortali come tutti, e personalmente mi dà quest'impressione più un signore che con un sorriso sfacciato dice che è meglio esser appassionati di belle donne che di uomini, rispetto a colui che se ne scandalizza.
Berlusconi continuerà a vincere a mani bassi, le prove sono il consenso che continua a portarsi dietro e l'odio che molti provano per lui. Egli continuerà a vincere fin quando i suoi carnefici non si renderanno conto che il berlusconismo non è più solo il modo di vedere le cose di Berlusconi stesso, bensì il modo di vivere e di concepire la libertà di ognuno di noi. Che lo si voglia o no.
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Mea culpa sul caso Ruby.

, by Yoga

Mi domando quanta poca memoria abbiano gli italiani, o quanta poca memoria vogliano avere, per convenienza o per viltà.
Nella primavera del 2010 venne arrestata Karima El Marough, alias Ruby, e da lì ebbe inizio un porno processo su scala planetaria che ha cotto a fuoco lento l'allora premier Berlusconi e distrutto la vita al suo harem di ragazze che tali erano per la funzione privata che lo stesso Berlusconi ha da sempre, uomo di spettacolo, miliardario e proprietario di televisioni. Dopo anni di pettegolezzi, di domande perverse rivolte alle facenti parte dell'harem del tipo "vi toccava? eravate vestite o nude? come ballavate?", dopo queste attente indagini siamo arrivati alla condanna in primo grado a sette anni, prostituzione minorile e concussione. Svolta inaspettata, in secondo grado il Caimano viene assolto con formula piena. Riabilitata la sua figura come anziano padre di famiglia e nonno ed anche smentite quelle voci intercettate che lo dipingevano come un maniaco dall'erezione facile.

Da qui si passa alla fase due, ovvero le reazioni di sconcerto o di felicità causate dall'inaspettata assoluzione. Per l'appunto solo gridi di gioia o musi lunghi per il dispiacere, nessuno e dico nessuno si è posto la domanda su cosa cavolo sia stato scritto in questi lunghi quattro anni e sul perché sia stato scritto, dato che l'assoluzione è stata così piena e scontata, praticamente ovvia. Nessuno si è chiesto se in questi quattro anni sia stata fatta informazione o sia stata combattuta una lotta interna, di cui sono stati protagonisti anche i giornali, che ha finito per distruggere soprattutto quelle ragazze coinvolte nel processo e che erano le più deboli ed indifese.
Nessuno dei Santoro o Travaglio o Floris o Formigli eccetera ha chiesto scusa a tutte quelle persone che avevano già condannato solo per il fatto d'essere coinvolte in una questione riguardante Berlusconi, nè una scusa e nè una smentita, ma si sa che chi si ritiene deontologicamente superiore non può neanche abbassarsi a formalità di questi tipo. Adirittura qualcuno di questi si è vergognato talmente tanto che si è rifatto la carta d'identità, un Formigli che si definisce garantista e una Zanardo che nega d'avercela con Berlusconi.

A mio modestissimo parere dovremmo andare oltre, fare un passo avanti e con il solito ritardo scusarci per aver tirato avanti questo gioco al massacro che ha coinvolto privati cittadini e l'Italia intera, ma che piuttosto avremmo dovuto nascondere per il bene patrio, soprattutto all'indomani della sentenza di assoluzione.

Io sono ferocemente schierato, berlusconiano fino al midollo perché oltre che un genio lo ritengo un martire, quindi difendibile e sostenibile a priori, sono rozzo e volgare certe volte, ma non posso credere che, come fummo capaci di montare un caso su prove inesistenti, non si possa al contrario chinare la testa e fare un mea culpa.
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Perché lo votiamo ancora.

, by Yoga

Mi chiedeva l'altra sera un mio amico renziano ed antiberlusconiano se io, elettore del Cavaliere, potessi dare il voto al giovane Renzi nel caso in cui egli rispettasse per filo e per segno gli impegni presi con gli italiani, passando sopra il fatto che il Rottamatore non ha avuto una legittimazione proveniente dalle urne.
Rispondo secco, no, almeno fin quando il nome di Silvio Berlusconi rimarrà scritto sotto il simbolo di Forza Italia o fin quando egli rimarrà il capo spirituale della coalizione liberale in Italia.
Mi viene di tutta risposta rimproverato di essere attaccato ad un nome e non ai risultati che i governi capeggiati da quel soggetto hanno portato ed inoltre di essere giovane solo anagraficamente.
Dico io, la politica è opportunismo intellettuale o attaccamento viscerale ad un ideale per il quale si vota, si litiga con chiunque e si prendono anche gli insulti? Domanda retorica ovviamente.
Berlusconi è stato, dal dopoguerra, il primo uomo ad entrare in politica non per guadagnarsi il pane quotidiano ma piuttosto per dare una botta di vitalità e di credibilità a quel che era rimasto dopo Tangentopoli, prima grande intrusione della magistratura nel palazzo del potere che ha, giusto o meno, azzerato tutto quel che decenni di voti avevano creato. Berlusconi rappresenta il traguardo che ogni uomo, in tutta sincerità, vorrebbe raggiungere e sia perché si è realmente fatto da solo e anche per il successo imprenditoriale che ha avuto. Dare il voto a Berlusconi è credere in questo sogno e dare fiducia ad un soggetto che ha tutto l'interesse di creare le condizioni perfette affinché il suo successo possa essere il successo di molti altri, di noi altri.
Votare Berlusconi vuol dire ringraziarlo per aver sventato quella tragedia che nel '94 sarebbe successa se non fosse intervenuto lui, ovvero la vittoria alle elezioni della famosa macchina da guerra di Occhetto. Questi sono soggetti sconfitti dalla storia ma che ogni poco tentano di ribaltarla e di raccontarne una fasulla, una che fa comodo a loro, poi però arriva l'imprenditore lombardo di turno che ha fatto del liberismo, e quindi dell'anticomunismo, la propria fortuna e li sbugiarda di fronte al popolo che in effetti preferisce il consumismo sfrenato ad uno Stato che abita in casa tua e ti dice quali scarpe comprarti e quanto guadagnare a fine mese. Questo ha come conseguenza il non dare la possibilità alle persone di elevarsi e di fare delle proprie capacità personali la propria arma vincente per costruirsi una vita adeguata a queste stesse capacità.
Berlusconi è il testimone che in questo paese le cose vanno davvero al contrario, proprio come dice Travaglio, ma al contrario di come dice lui, un contrario del contrario se prendiamo in considerazione le storie che ci racconta Marco Manetta. In questo paese da vent'anni la sinistra perde e se vince, vince di un voto e di una carota fatta passare per voto. Da vent'anni è palese che la maggioranza dei cittadini, pur non essendo berlusconiana, manco è di sinistra, eppure la sinistra comanda, controlla, punisce e pontifica. Parlo della sinistra nelle aule di tribunale, di quella nella Rai, di quella nei giornali, di quella nella Corte Costituzionale e di quella spesso presente nella persona del Capo dello Stato, e gli esempi di Scalfaro e Napolitano parlano da sé. Votare Berlusconi significa condannare queste realtà moralmente deprecabili e pretendere di scegliere il governo che ci governerà o che quello da noi scelto non venga mandato a casa grazie a manovre di palazzo, giochetti del cazzo svelati poi dall'Alan Friedman di turno.
Siamo seri, Berlusconi è stato l'unico negli ultimi vent'anni a proporre un programma liberale chiaro come il sole e se qualcuno mi dice che non ha fatto na mazza significa che ignora la verità e che finge di non sapere che in tutti i governi del Cavaliere c'è stato qualcuno o un gruppetto di elementi inaffidabili che hanno impedito il regolare svolgimento dei lavori o che, ancor peggio, hanno tradito. Votare Berlusconi significa denunciare questi sotterfugi perché il Cavaliere è realmente estraneo al mondo della politica, in quanto se non fosse entrato in campo nel '94 oggi godrebbe di maggior salute, pensate un po' voi quanto interesse aveva a farlo.
Votare Berlusconi vuol dire non accodarsi coi moralisti impertinenti che godono per le disgrazie altrui e che campano solo di questo, ma che razza di parassiti ha prodotto questa guerra dei vent'anni!
Sorvoliamo sull'uso politicizzato della giustizia, altrimenti spunterà il giustizialista di turno rimproverandomi di offendere così la magistratura intera compresi giudici del calibro di Falcone e Borsellino, e sinceramente non reggerei ancora una volta una barzelletta di questo tipo. E ci sarebbe ancora molto altro di cui parlare.
Vi pare che ad un bar o ad una cena con gli amici si possa intraprendere un discorso di questo tipo? Temo di no, ed ecco perché quando ci danno dei mafiosi, delle puttane e dei coglioni noi taciamo e tiriamo dritto. Cosa pensavate, che non avessimo argomenti?!
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