"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".
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Caso Ruby: menomale che Silvio c'è!

, by Yoga

Ho assistito ieri sera, attorno la mezzanotte, ad un Giannini conduttore di Ballarò livido di rabbia, balbuziente, senza parole. E allora, di fronte alla sentenza d'assoluzione della Cassazione per il processo Ruby, ha rassicurato noi altri sul divano che esiste un Ruby ter. Ovviamente non ha spiegato che quest'altro processo, che vede B accusato d'aver inquinato le prove riguardante il primo processo Ruby, non ha senso d'esistere essendo l'imputato già stato assolto in quello precedente.
Nessuna persona dotata di buon senso e priva di faziosità può aver mai creduto che il Cavaliere per come tutti lo conosciamo, giocherellone e sfacciatamente italiano, potesse essere a capo di un racket di prostituzione ed avesse obbligato un poliziotto ad obbedire alla sua volontà. Ed il fatto che quella telefonata l'avesse fatta di persona è la prova schiacciante della sua innocenza. Berlusconi è fatto così, è come viene raccontato dai suoi amici ed è come si presenta in Europa ed in tivù. Grazie al cielo esistono politici fatti di carne e di ossa e di sentimenti e di pulsioni.
La Repubblica della virtù, voluta ma non ottenuta dai suoi arcinemici dentro e fuori il Palazzo, non esiste, non ha senso d'esistere in un Paese in cui il potere giudiziario perseguita i reati e non i peccati. Questi ultimi son affar di Dio, se si è credenti, altrimenti sayonara, se vedemo. Nessun magistrato deve permettersi di entrare nella vita di un privato cittadino, forzare la legge per poterlo spiare, per poter spiare tutti coloro che lo frequentano, fare recapitare tonnellate di intercettazioni alla testata giornalista frequentata da voyeur e manettari della peggior risma. No, in un Paese occidentale non si può assistere alla condanna in primo grado delle passioni di una persona, non è sopportabile sentir parlare di "furbizia orientale", dover ascoltare le domande del Pm che neanche in un processo a Kabul verrebbero poste, dover assistere al mondo femminista che si scaglia con la bava alla bocca contro le donne coinvolte nel processo. Boccassini, Zanardo, De Gregorio e tutte le altre, loro hanno scelto d'esser libere, di dare la svolta alla loro vita che ritenevano più giusta, e per questo voi dovreste difenderle. Voi, donne ormai in menopausa, ormai bruttine e con le rughe, voi che certo la lap dance non potete più ballare, tutte voi donne potenti avreste dovuto difenderle. Perché difendendo la scelta di quelle ragazze, opponendosi al maramaldeggiare della Boccassini, schierandosi dalla parte del padrone di casa che pretende di far ciò che vuole entro quelle quattro mura, facendo tutto questo voi avreste difeso la libertà.
Siamo tutti puttane, come urlava Giuliano Ferrara in piazza, e lo dico ancora, siamo tutti puttane! Quel che hanno fatte le così dette Olgettine, tutto sommato, ad esser sinceri, lo facciamo ogni giorno. Cercare scorciatoie, arruffianarci chi di dovere, eventualmente far uso delle proprie attraenti caratteristiche fisiche per confondere il Cavaliere di turno. Cercar di vincere facile. Ottenere la massima resa con la minima spesa. Siamo tutti puttane, io per primo.
Esser puttane, oggigiorno, significa esser liberi. Vuol dire poter imboccare la strada che ritieniamo giusta senza dover subire gli insulti dei puritani o le domande della Boccassini davanti ad un giudice. Poter fare la puttana, adesso, significa farsi "scopare" da chi si vuole, come e quando si vuole, senza subire lo sfratto da casa propria od il licenziamento dal proprio posto di lavoro a causa delle calunnie raccontate al mondo intero dai vermi viscidi come Marco Travaglio. Una delle più grandi puttane al mondo, dato che ha successo e quattrini grazie a ciò che racconta su B, che poi alla fin fine è il suo benefattore.
Tirando le somme, ma anche un sospiro di sollievo, oltre l'enorme spesa sostenuta dallo Stato per assecondare le voglie di Ilda Boccassini, il risultato ottenuto è la suddivisione dei cittadini italiani in persone di serie A e persone di serie B. Donne di serie A, che mai scoprirebbero la coscia al cospetto di un miliardario, e donne di serie B, che invece si godono a pieno la libertà che Dio e la storia hanno loro concesso.
Non so come Berlusconi, le ragazze coinvolte e l'Italia intera potranno essere risarciti per il danno subito. Forse non esiste modo, non so. Forse Berlusconi, ancora una volta, si è fatto carico di un problema che affligge l'Italia, ha percorso la sua Via della Croce e adesso si tiene pronto per la sua ennesima resurrezione.
Non vorrei peccare di romanticismo, ma lasciatemelo dire: ancora una volta, menomale che Silvio c'è!
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La festa della donna e le sue contraddizioni.

, by Yoga

L'otto marzo era ieri, la Giornata internazionale della donna è passata anche quest'anno, finalmente dico io. Non troverete qui di seguito felicitazioni per il profondo significato della giornata appena trascorsa, un elenco sui diritti di cui il gentil sesso non godeva e che invece adesso gli appartengono. Il politicamente corretto non mi si confà, ma non perché io sia negazionista dei soprusi subiti dalle donne per decenni, piuttosto perché nella direzione seguita dalla massa si trova, quasi sempre, incoerenza a carrettate.
Allora, siccome io mi voglio discostare dal gregge (e casomai sarà il pastore a richiamarmi a sé), tra mimose, mazzi di mimose e torte alla mimosa, il pensiero mi va a quelle situazioni in cui addirittura son state delle donne a maltrattare la dignità di altre donne. Il pornoprocesso riguardante le scopate del Cavaliere, gli origliamenti, le domande taglienti ed invasive della sessualità altrui, lesive di quel bene disponibile che è la libertà sessuale di ognuno di noi, le intercettazioni fatte scappare dalla Procura di Milano e pubblicate sui giornali della sinistra guardona, gli appellativi che più o meno direttamente venivano affibbiati alle ragazze che avevano accettato l'invito a cena del premier, quell'uomo potente e di televisione che ovviamente le giovani ragazze avevano inquadrato come una possibilità da non farsi scappare. "Ci descriva l'abbigliamento burlesque per facilitarci la comprensione", "si è mai fatta toccare nelle parti intime?", "lei indossava un perizoma color carne?", "ha visto palpeggiamenti?" e ancora, e ancora domande che se non avessi letto che eran state poste in un tribunale italiano avrei certamente creduto appartenessero ad un processo chessò, tenutosi a Kabul, uno di quei posti in cui la donna è per legge inferiore all'uomo, dove la dignità della donna può esser fatta a pezzi per degli interessi ritenuti superiori. Lo Stato italiano guardone, rappresentato dalla Procura di Milano nella persona di Ilda Boccassini, malato di voyeurismo della peggior specie, si arrogò il diritto di dividere le donne in due categorie, quelle di serie A e quelle di serie B, le Sante e le Puttane. Criterio per effettuare tale divisione? La libera scelta che alcune di loro presero di passare alcune serate in compagnia di un uomo forse anziano e sicuramente ricco e potente, creatore di quel mondo magico chiamato televisione commerciale dove si può far carriera e guadagnar soldi solo mostrando avvenenza e un fisico attraente. Puttane!, urlavano i guardoni depravati fuori dal tribunale di Milano, quando le trenta olgettine uscivano a pezzi da quel palazzo dove i giudici dovrebbero far giustizia applicando la legge, punire i criminali, assolvere gli innocenti e di certo non impartire lezioni di stampo moralistico facendo a brandelli la dignità di quelle ragazze. Vorrei trovarmi faccia a faccia con il Pm Boccassini e urlarle nel viso "pure io sono una puttana, mi intercetti e mi perquisisca, sono stato a letto con un'anziana ereditiera dietro pagamento, perché del mio corpo faccio quel che voglio e il suo regime degno della Berlino est non mi intimorisce". Intercettateci tutti, intercettate pure i vostri figli e i vostri mariti o le vostre mogli ma preparatevi anche al peggio: siamo veramente tutti puttane. L'apice lo toccò Michele Santoro con la sua puntata di Servizio Pubblico in cui interrogò una mitomane che accusava l'attuale compagna di Berlusconi d'esser omosessuale. Che cazzo di accusa è? Perché il popolo italiano al giovedì sera dovrebbe interessarsi dell'orientamento sessuale di una signorina? La dignità della ragazza sotto accusa che fine ha fatto? La dignità di donna, le battaglie contro le accuse omofobiche, tutto finito nel cesso della Santa Inquisizione? Probabilmente se mandassimo Santoro affanculo una volta per tutte, pure noi faremmo del Servizio Pubblico.
Ma l'establishment femminista italiano nulla ha mai avuto da dire contro queste manifestazioni di sessismo dilagante. Sembrava di vedere "Le vite degli altri", quel gran pezzo di film che riesce a descrivere perfettamente la situazione assurda che degli esseri umani hanno vissuto per anni: origliati, accusati e privati della propria libertà e dignità. Quando si dava della puttana a qualunque donna avesse varcato la soglia di Arcore, dov'era la Boldrini che pretende d'esser chiamata Presidentessa della Camera e non Presidente della Camera? Perché non ha difeso le libere scelte prese da quelle ragazze? Perché non ha condannato i loro persecutori?  
Se il mondo femminile e femminista si accontenta di ricevere un mazzo di mimose per sentirsi corteggiato, ma evidentemente non tutelato, allora credo davvero che non meriti una festa in suo onore.

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Mea culpa sul caso Ruby.

, by Yoga

Mi domando quanta poca memoria abbiano gli italiani, o quanta poca memoria vogliano avere, per convenienza o per viltà.
Nella primavera del 2010 venne arrestata Karima El Marough, alias Ruby, e da lì ebbe inizio un porno processo su scala planetaria che ha cotto a fuoco lento l'allora premier Berlusconi e distrutto la vita al suo harem di ragazze che tali erano per la funzione privata che lo stesso Berlusconi ha da sempre, uomo di spettacolo, miliardario e proprietario di televisioni. Dopo anni di pettegolezzi, di domande perverse rivolte alle facenti parte dell'harem del tipo "vi toccava? eravate vestite o nude? come ballavate?", dopo queste attente indagini siamo arrivati alla condanna in primo grado a sette anni, prostituzione minorile e concussione. Svolta inaspettata, in secondo grado il Caimano viene assolto con formula piena. Riabilitata la sua figura come anziano padre di famiglia e nonno ed anche smentite quelle voci intercettate che lo dipingevano come un maniaco dall'erezione facile.

Da qui si passa alla fase due, ovvero le reazioni di sconcerto o di felicità causate dall'inaspettata assoluzione. Per l'appunto solo gridi di gioia o musi lunghi per il dispiacere, nessuno e dico nessuno si è posto la domanda su cosa cavolo sia stato scritto in questi lunghi quattro anni e sul perché sia stato scritto, dato che l'assoluzione è stata così piena e scontata, praticamente ovvia. Nessuno si è chiesto se in questi quattro anni sia stata fatta informazione o sia stata combattuta una lotta interna, di cui sono stati protagonisti anche i giornali, che ha finito per distruggere soprattutto quelle ragazze coinvolte nel processo e che erano le più deboli ed indifese.
Nessuno dei Santoro o Travaglio o Floris o Formigli eccetera ha chiesto scusa a tutte quelle persone che avevano già condannato solo per il fatto d'essere coinvolte in una questione riguardante Berlusconi, nè una scusa e nè una smentita, ma si sa che chi si ritiene deontologicamente superiore non può neanche abbassarsi a formalità di questi tipo. Adirittura qualcuno di questi si è vergognato talmente tanto che si è rifatto la carta d'identità, un Formigli che si definisce garantista e una Zanardo che nega d'avercela con Berlusconi.

A mio modestissimo parere dovremmo andare oltre, fare un passo avanti e con il solito ritardo scusarci per aver tirato avanti questo gioco al massacro che ha coinvolto privati cittadini e l'Italia intera, ma che piuttosto avremmo dovuto nascondere per il bene patrio, soprattutto all'indomani della sentenza di assoluzione.

Io sono ferocemente schierato, berlusconiano fino al midollo perché oltre che un genio lo ritengo un martire, quindi difendibile e sostenibile a priori, sono rozzo e volgare certe volte, ma non posso credere che, come fummo capaci di montare un caso su prove inesistenti, non si possa al contrario chinare la testa e fare un mea culpa.
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Non Ruby, ma i liberali berlusconiani sono le vere vittime in questo processo-farsa.

, by Yoga

Quando Berlusconi ha detto che la inaspettata sentenza di assoluzione per il processo Ruby lo ha commosso, io gli ho creduto, perché se io come moltissimi altri ho tirato un sosprito di sollievo non stento a credere che a lui si siano inumiditi gli occhi.
Il poliziotto Ostuni affidò Ruby a Nicole Minetti perché credeva fosse la cosa più giusta da fare, non per delle indebite pressioni esercitate dal Cavaliere, e non c'era bisogno di tirare avanti questo siparietto costoso e infamante per capirlo, bastava ascoltare le dichiarazioni dello stesso Ostuni.
La ragazza Ruby ha preso diversi soldi da Berlusconi, ma mai ricambiandolo con prestazioni sessuali, e non c'era bisogno di insultarla per anni definendola "bottana" per capirlo, anche in questo caso sarebbe bastato ascoltare le dichiarazione della giovane marocchina.
Questo processo-farsa è servito, insieme a molti altri strumenti assolutamente anti democratici, ad indebolire l'ultimo governo Berlusconi riuscendo nel novembre del 2011 a mandarlo a casa, con tanti cari saluti alla schiacciante maggioranza che nel 2008 lo aveva votato. La democrazia coi suoi principi obsoleti non è affare della sinistra nostrana.
Berlusconi, tanto per cambiare, ne esce trionfante e non scornato come accadrebbe a qualsiasi cittadino comune. La persecuzione giudiziaria di cui è vittima dal '94 ci concede una chiave di lettura di questo processo assolutamente unica, e di questo immenso dono dobbiamo ringraziare solo i suoi Arcinemici. Quei signori che maramaldeggiano da vent'anni e passa alle sue spalle, incoraggiati da qualche Presidente della Repubblica con poco senso dello Stato e aiutati dalla Rai partigiana che offre salotti radical-chic dove sedersi per straparlare sempre di lui senza che lui sia mai presente. Sono vigliacchi oltre che incapaci, e alla loro incapacità sopperiscono grazie al pelo sullo stomaco che caratterizza la sinistra italiana, a partire da quella antirevisionista e antipansista, fino ad arrivare a quella antiberlusconiana.
Ilda Boccassini ha gettato così facendo una gran quantità di merda sulla Procura di Milano, che già è incasinata col Csm per fatti riguardanti anche la stessa Boccassini, e proprio adesso non gli ci voleva un'assoluzione in Appello per un processo che ha tenuto il mondo intero col fiato sospeso e ci ha resi ridicoli. Da venerdì scorso però sappiamo grazie alle tesi ridicole portate avanti dall'accusa.
La sinistra che oggi si gira dall'altra parte facendo finta di niente, riparandosi dietro la giovane figura dell'Uomo di Firenze, facendo spallucce, questi politici di mezza tacca e di mezza età fanno pena e se avessero il buonsenso che invece caratterizza noi liberali berlusconiani dovrebbero andare da Berlusconi a testa bassa chiedendo perdono, perché hanno seriamente sputato sul voto che nel 2008 portò il Cavaliere a Palazzo Chigi, rendendolo il più longevo Presidente del Consiglio mai esistito.
Loro tacciono e continuano a discutere di riformare il Senato, molti altri arruffoni manettari invece cercano il pelo nell'uovo che gli assicuri che anche a questo giro si tratti di legge ad personam.
Travaglio farebbe meglio a tacere, e lo dico per il suo bene, perché sta diventando lui stesso l'uomo più sputtanato d'Italia, avendo osannato queste due risibili accuse per quattro anni.
Non ho intenzione di spiegare qui come mai la legge Severino non abbia aiutato il Cav, del significato giuridico di "perché il fatto non sussiste" e "perché il fatto non costituisce reato", non lo faccio altrimenti risulterei offensivo verso l'intelligenza di chi avrà la pazienza di leggermi, perché è facilmente intuibile il tutto senza doversi sorbire ulteriori spiegazioni.
Concludo dicendo che sono però perplesso, perché la storia si sta nuovamente ripetendo. Gli scornati a sinistra, come a sinistra rimangono i rancorosi, gli origliatori, i forcaioli, le pettegole e le sante che condannano le puttane, categoria che io apprezzo per la sincera genuinità. A destra e a fianco del Cavaliere rimangono invece gli onesti intellettualmente, il che non vuol dire essere dei santi, piuttosto dei diavoli scatenati entro certi limiti, sapendo riconoscere i propri. Consapevoli inoltre che la società civile e la vera Italia va oltre questo branco di bubboni che ci guardano e ci sbavano dietro.

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