"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Le comunità Lgbt e l'Occidente intero devono svegliarsi. Soprattutto dopo Orlando.

, by Lorenzo Zuppini

Ho incontrato un gay qualche sera fa con cui ho discusso della strage avvenuta ad Orlando, in Florida, dove son morti cinquanta gay solo per il fatto di non essere eterosessuali.
Fin qui tutto okay, pure lui era convinto che il loro orientamento sessuale aveva attirato il giovane islamico. Gli ho dovuto però chiedere per quale motivo, a parer suo, Omar Mateen aveva deciso di colpire un locale frequentato da omosessuali, e qui le nostre strade si sono divise. Il mio amico gay ha aspettato qualche secondo, dopo i quali ha risposto che è stata ovviamente l'omofobia dilagante in Occidente, sparsa a giro come un veleno dalle destre radicali, unita alla facilità con cui negli Stati Uniti si può comprare un'arma. Le famiglie occidentali dovrebbero, a suo parere, educare i propri figli ad amare, ad esser tolleranti coi "diversi". Dovrebbero esser banditi i termini come "finocchio" o "frocio" e le risatine alla vista di due uomini che si tengono per mano. Le parole, a detta sua, possono ferire come un colpo di fucile.
Io in tutta verità non ho saputo reagire a dovere spiegando il mio diverso punto di vista. Credevo che una strage di questo genere, perpetrata con questa modalità, avrebbe di sicuro fatto capire anche agli scettici la vera matrice del male che ci affligge da decenni (non solo dall'undici settembre 2001): l'Islam. Credevo soprattutto che le comunità Lgbt, che si proclamano in difesa dei diritti delle minoranze composte da omosessuali, insorgessero proprio in questo caso visto che è stato negato a cinquanta di loro il diritto primario, quello alla vita. Di conseguenza, immediatamente dopo, il diritto alla libertà sessuale, a farsi piacere chi meglio credono. Supponevo, speravo che una strage di questo tipo non avrebbe lasciato spazio a stupidi dubbi, a reticenze, proprio perché perpetrata contro una ben determinata categoria di persone. Un po' come quella di Charlie Hebdo: anche in questo caso i giornalisti vennero decimati per aver compiuto un'azione ben precisa: avere raffigurato in modo osceno Maometto.
E' accaduto esattamente il contrario, e come temevo l'islamicamente corretto ha cucito la bocca a gran parte dell'Occidente. Fatta eccezione per dei fenomeni del libertinaggio verbale come Donald Trump, nessuno si è domandato come mai in tutti i paesi islamici l'omosessualità sia un reato penale. Allo stesso modo nessuno si è chiesto come mai in nove paesi islamici (tra cui la moderatissima Arabia Saudita) gli omosessuali siano condannati a morte in ottemperanza alle leggi statali. Nessuna comunità Lgbt ha chiesto conto ad Obama per le sue parole assolutorie, e per il modo sbrigativo, con cui ha liquidato la strage di Orlando inquadrando la causa nella libera vendita delle armi. Nessun sacerdote dell'omosessualità (italiani sostenitori della legge Cirinnà in testa) si è domandato come mai a Parigi, a Bruxelles, a Londra, a Madrid e in tutti gli altri casi di stragi compiute in nome del Dio-misericordioso-e-iracondo non ci fosse la libera vendita delle armi. Nessuno si è chiesto se questo esorbitante numero di violenze e stragi sia in qualche modo collegato con determinati versetti del Corano, visti anche, come ho appena scritto, i reati previsti nei paesi islamici che puniscono gli stessi comportamenti per i quali i terroristi islamici uccidono. Vedi l'essere omosessuale o il raffigurare scherzosamente il Profeta Maometto.
Abbiamo sempre anteposto alla nostra sicurezza personale e alla tutela della nostra cultura liberale e laica l'accoglienza acritica di un'altra cultura, diversa dalla nostra ma che già conoscevamo per la sua storia fatta di sangue e guerre.
Abbiamo deciso di farci sottomettere, di perdere questa guerra senza né combatterla, né chiamarla col suo vero nome. E' la terza guerra mondiale scatena dall'Islam contro l'Occidente intero.

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