"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Se al referendum di ottobre è lecito votare contro il governo.

, by Lorenzo Zuppini

E se la riforma costituzionale di Renzi non fosse poi così buona, avremmo il diritto di esprimere il nostro dissenso nel referendum di ottobre oppure, in nome della stabilità e governabilità purchessia, dovremmo ingoiare anche questo boccone amaro?
La domanda pare scontata: certo che potremo schierarci contro questa riforma. Ma non dimentichiamoci che l'Italia di questi ultimi cinque anni non si avvicina neanche sbaglio alla normalità. Dunque no, non è una domanda retorica. I governanti e i loro parassiti fanno di tutto per invogliare il comune elettore a schierarsi dalla loro parte, senza però spendere una parola nel merito della questione.
La legge elettorale garantisce la governabilità, o è fatta su misura per chi l'ha creata (Renzi a compagni)? L'abolizione del Senato rende davvero più agevole la formazione delle leggi, o in realtà i tempi lunghi a cui siamo abituati non spariranno? Ancora, l'abolizione del Senato permetterà di risparmiare diversi quattrini, o ci troveremo in più soltanto dello spicciolame? L'esser composto da consiglieri regionali è una buona novità o rischia effetti collaterali poco piacevoli?
Domande lecite ovunque, ma non qui, perché il renzismo non prevede obiezioni e un ruolo attivo del popolo. O meglio, il ruolo attivo lo concede alle sue condizioni. Quindi l'organizzazione del referendum sarà fatta in modo tale da indirizzare l'opinione generale verso un'unica via. Come? Semplice, basta dire che questo è un referendum sul governo e che questo governo è l'unico possibile oggi. Così facendo, ponendo la fiducia anche su un referendum e presentandoti come unica possibile via per la salvezza, non lasci margine di riflessione a coloro che nutrono qualche dubbio nei tuoi riguardi.
La demonizzazione e l'annullamento dell'opposizione avanzano inesorabili, con una quantità spropositata di fiduce poste su ogni tipo di legge e con l'accanimento verbale verso coloro che si permettono di dissentire. Ieri il Renzi prendeva per il culo i titolo delle testate giornalistiche a lui avverse, oggi la Boschi paragona coloro che voteranno contro la riforma costituzionale agli attivisti di Casapound. La ministra Boschi dovrebbe vergognarsi di essere sé stessa, sicuramente non indurre qualcuno a vergognarsi di un movimento di destra che non nuoce a nessuno.
Renzi ha giocato l'asso che aveva nella manica quando ha convogliato l'attenzione pubblica su di sé, dicendo che se vincerà il voto referendario contro la riforma costituzionale, lui mollerà tutto e tornerà in Toscana. E' il modo migliore per gettare fumo negli occhi alle persone che tentano di capire cosa votare e perché. E' il modo migliore per mettere i votanti con le spalle al muro, facendo leva sul senso di colpa e sul disorientamento che imperversano ancora in Italia. Questo Renzi lo sa, perché pur essendo un bulletto da quattro soldi, il cervello non gli manca. Dove non arriverà con le idee, arriverà con la demagogia.
E' essenziale comprender tutto questo, e presentarsi al referendum di ottobre con le idee chiare, senza cedere al ricatto psicologico voluto da Renzi e la sua truppa. 
Se così riusciremo a fare, ci sarà da divertirsi, e sarà un vero piacere.

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