"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Se per la Boldrini la priorità è insegnare agli immigrati la storia della Resistenza.

, by Lorenzo Zuppini

La notizia di oggi che mi diverte e attrae la mia curiosità a tal punto da doverne scrivere qualcosa non riguarda le dimissioni mai avvenute del sindaco di Roma, o le cene al ristorante con la moglie che faceva passare per spese istituzionali, oppure i ventimila euro che egli stupidamente dice di voler regalare ai romani (ma chi cazzo sei, Robin Hood?!). No, la vera notizia riguarda il solito lampo di genio della nostra presidentessa della Camera Laura Boldrini la quale, il 25 aprile, festeggiando la
Liberazione, disse che "molti dei giovani immigrati che vengono in Italia sono dei partigiani nel loro Paese". Sorvolando sul fatto che questa è fondamentalmente una idiozia, perché se un ragazzo fa il partigiano nel proprio paese è lì che rimane, visto che il suo scopo è quello di liberare casa propria dal tiranno di turno, è interessante evidenziare che dopo tale castroneria i volontari della onlus di Santa Croce sull'Arno fondata da don Cristiani hanno colto la palla al balzo ed organizzato delle lezioni per un gruppo di immigrati riguardanti "la storia della resistenza italiana ed il ruolo dei giovani per conquistare la libertà e la democrazia".
Micidiale. Laura Boldrini, seguita da questi altri gèni che col loro volontariato dovrebbero facilitare l'integrazione degli immigrati in Italia, ritiene senza scherzare che sia prioritario insegnare a questi poveri diavoli chi cavolo fossero i partigiani, dove dormissero, quanto fossero fighi, sorvolando ovviamente sulle nefandezze da loro commesse e su quanto essi sarebbero stati inutili senza l'intervento degli Stati Uniti. Come una puntura su un elefante, queste sono le proporzioni.
Il motto della onlus in questione è diffondere una cultura di pace, e facendo finta di credere che i partigiani combattessero unicamente per la libertà e la democrazia (ormai anche i muri sanno che il loro scopo principale era instaurare la dittatura del proletariato), è evidente che comunque anche i partigiani combattessero sparando ed uccidendo, quindi cultura di pace un corno!
Ma il vero motivo che non è chiaro a noi zoticoni è che questi immigrati devono studiare uno dei periodi fondanti della nazione che li ospita. Chiaramente lo ritiene tale la Boldrini, la quale a pochi giorni dal 25 aprile annunciò che secondo lei dovremmo abbattere l'obelisco di marmo recante la scritta "Mussolini Dux" che risiede indisturbato a Roma dagli anni trenta. Tanto per render chiaro quanto sia libera da vincoli ideologici la nostra presidentessa della Camera. 
Provo a dar qualche idea supplementare, così da rendere i nostri immigrati ancor più dotti sulla nostra storia. Potremmo loro spiegare cosa accadde il 17 marzo 1861, quando venne conferito il titolo di re d'Italia a Vittorio Emanuele II. Oppure la svolta del 3 novembre 1903, in cui Giolitti diede inizio ad una serie di riforme politiche e sociali e di modernizzazione del paese. Ancora, cosa accadde il 30 ottobre del '22, data che segna l'avvento del fascismo e che è leggermente fondamentale anche per la sua amata Resistenza. Potremmo sennò spiegar loro che il 22 dicembre del '47 venne approvata la nostra Costituzione che entro in vigore il primo gennaio del '48. Sarebbe anche interessante spiegar loro cosa accadde durante gli anni di piombo, soprattutto dir loro che il 9 maggio del '78 venne rinvenuto il cadavere di un certo Moro, segnando così il culmine dell'attacco delle forze terroristiche rosse allo Stato. E andar avanti così, per approdare a Tangentopoli e all'avvento del Berlusca. Eventi fondamentali della storia nostra che non capisco con quale criterio debbano esser messi in secondo piano. Anzi, del tutto oscurati.
Ecco, il mio suggerimento è questo: spieghiamo agli immigrati tutta questa storia ancor prima di dar loro un pezzo di pane e un bicchier d'acqua, così presi dallo sconforto faranno i bagagli e prenderanno la via di casa.
Meglio partigiano nel mio paese, penseranno, che studente in Italia dalla Boldrini.

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