"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Dalle accuse all Biasi alla chiusura del Cocoricò: è tutto uno scarica barile.

, by Lorenzo Zuppini

Ho passato la sera di Ferragosto in una discoteca della Versilia. Ho bevuto, e neanche poco (ragazzi lo ripeto ancora: l'alcool fa male, non bevete). Nell'esatto momento in cui la sbronza era al livello necessario per farmi lanciare in corteggiamenti spudorati al sapore di vodka, la ragazza da me individuata come preda guarda il bicchiere ricolmo d'alcool che gentilmente le avevo offerto e con espressione atterrita me lo rende indietro. Chiedo spiegazioni, mi preoccupo, e lei mi indica un granello bianco di polistirolo che, non so come, era piovuto dentro il mio calice. La tizia scende dal tavolo su cui roteava il sedere e corre in bagno. Dopo dieci minuti torna da me e ancor più preoccupata mi chiede se quel granello bianco di polistirolo fosse invece una pasticca che le avevo messo dentro il bicchiere per drogarla. Della serie "sticazzi", chissenefrega, ed infatti è così. Se nel mondo ogni uomo ha a disposizione sette donne, in una discoteca in cui fai il benefattore offrendo vodka la cifra raddoppia ed un numero consistente di ragazze iniziano ad assomigliare a Mosè: non aprono le acque ma bensì qualcos'altro.
Il punto è però un altro. Mi domando: questa ragazza che mi ha creduto uno spacciatore che voleva stuprarla è una mitomane oppure negli ultimi tempi è stata bombardata oltre il normale di notizie secondo cui nelle discoteche si muore come zanzare a causa dell'extasy e derivati? Io personalmente, ma credo di poter parlare anche a nome di qualche migliaio di persone, ho subito tale bombardamento, accorgendomi anche però del fatto che niente è cambiato nelle discoteche da diversi anni fa ad oggi. Nel senso che gli spacciatori ci sono, i drogati pure e gli ubriaconi idem. Successivamente, ed ovviamente, troviamo gli spacciatori arrestati perché qualche drogato c'ha lasciato le penne ed anche le stragi per strada a causa della guida in stato d'ebbrezza. Questo accade ogni maledetto week-end da non so quanti cavolo di anni a questa parte, eppure per l'opinione pubblica negli ultimi tempi c'è stata un'impennata spaventosa di giovani morti in discoteca a causa dell'assunzione di droga, meglio se trattasi di extasy. Da quando il povero Lamberto è morto a Riccione è stata diffusa la notizia che noi altri giovani (termine idiota quanto chi lo usa poiché non definisce la fascia d'età entro cui è compreso) siamo un branco di drogati in balia degli spacciatori che affollano i locali che frequentiamo. Nessun accenno a quel minimo di senso di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe possedere, siamo come delle marionette che si muovono al comando di quello o di quell'altro, che sia lo spacciatore o il proprietario della discoteca dove purtroppo è accaduta una disgrazia. Quindi la discoteca viene chiusa per mesi e mesi, decine di persone perdono il lavoro, noi siamo un branco di vegetali pronti ad ingerire qualsiasi sostanza ed io ho la netta sensazione che questo sia un cane che si morde la coda. Storiella che mi ricorda quella dei premi nobel che tartassano Chiara Biasi perché, per via della sua magrezza che ritengono eccessiva senza però saperne niente, la ritengono fomentatrice dell'anoressia mondiale. Tutto questo solo e soltanto per non dover dire di no alla figlia tredicenne che già è iscritta a tutti i social network esistenti e futuri, o per non dover ammettere che le discoteche sono frequentate anche da imbecilli che si drogano e che ci lasciano il calzino.
Imbecille che molto spesso è rappresentato da tuo figlio.

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