"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Un 25 aprile falsificato.

, by Lorenzo Zuppini

E' passato pure quest'anno il 25 aprile con la relativa festa, i relativi e banali post su Facebook e Twitter e le solite reazioni indignate contro chi, per un motivo o per un altro, non ha stappato bottiglie per l'occasione. Io non ho festeggiato alcunché, sia perché seriamente provato dalla serata precedente, sia perché mi pare del tutto ovvio esser felici di vivere in una democrazia e non più in una dittatura. Non c'è bisogno di ribadirlo, difatti il 25 aprile di ogni anno ho la netta sensazione che si voglia esaltare dei personaggi e non piuttosto il risultato ottenuto. Mi spiego meglio: girando per la città, sbirciando profili sui vari social network, leggendo qualche quotidiano, mi accorgo che si tende a festeggiare quelli che un tempo venivano chiamati "partigiani", esaltando le loro gesta, il loro coraggio, indignandosi per la ferocia nazista, senza minimamente far riferimento a fatti storici e alle loro conseguenze. Ad esempio, parlando di ferocia nazista e resistenza partigiana, viene sicuramente in mente l'eccidio delle Fosse Ardeatine, contesto nel quale i tedeschi uccisero trecentotrentacinque italiani dopo aver subito un attentato da parte di alcuni membri dei GAP romani. Venne effettuato quel massacro mediante rappresaglia poiché i partigiani responsabili dell'attentato ai nazisti non si presentarono alla loro chiamata, ovvero quando i tedeschi minacciarono di uccidere dieci italiani per ogni loro soldato morto. Molte fonti omettono questo particolare facendo riferimento solo al massacro compiuto dai nazisti, insabbiando quindi la responsabilità e la vigliaccheria di quegli italiani partigiani autori dell'attentato. Questo è uno degli esempi che evidenziano la volontà della maggioranza dei partigiani di spodestare i nazifascisti non per garantire la libertà all'Italia che mancava da troppi anni, piuttosto per insediare la dittatura del proletariato. A chi è ancora scettico al riguardo consiglio i libri revisionisti di tale periodi di Pansa o semplicemente di leggere la storia del Pci che sarebbe nato di lì a poco, e del suo stretto legame con Mosca e col comunismo russo al quale i comunisti italiani si ispiravano.
E' assurdo veder sventolare ogni 25 aprile nelle piazze in festa le bandiere rosse con la falce e il martello, perché il significato di quel simbolo è incompatibile coi concetti di libertà e democrazia. E inoltre dobbiamo sorbirci i discorsi insensati della Boldrini che incinta i giovani a resistere anche oggi. Ma resistere a cosa? A quale dittatura dobbiamo ribellarci? Il movimento partigiano in sé fu qualcosa di ovviamente positivo, poiché ribellarsi a chi invade il tuo paese è sintomo di patriottismo, sentimento che non si può non esaltare. Ma senza l'intervento degli Stati Uniti, col successivo piano Marshall, le gesta partigiane ai danni degli invasori avrebbero avuto lo stesso effetto di una puntura di zanzara su un elefante. Eppure nessuno sventola mai la bandiera a stelle e strisce. Sarà mica che pure questo evento viene strumentalizzato da certi personaggi per far proselitismo e raccontar le solite balle?
Mica per altro, è che già ci pensano i libri scolastici, almeno le piazze lasciatele stare.

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