"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

L'inutile mea culpa di Fausto Bertinotti.

, by Lorenzo Zuppini

Meglio tardi che mai, questo è sicuro, ma è altresì fin troppo facile e sbrigativo.
A pagina quattro del Giornale di qualche giorno fa, viene riportato l'intervento firmato Fausto Bertinotti sul Garantista. Quel Bertinotti per dodici anni segretario del Partito della Rifondazione Comunista, quel Bertinotti che all'indomani del G8 a Genova nel 2001 pensò bene di intitolare una delle stanze della Camera dei Deputati a Carlo Giuliani, il giovane morto mentre stava per spaccare la testa ad un carabiniere immobilizzato dentro una macchina.
Pare che Bertinotti si sia reso conto che il marxismo, e di conseguenza il comunismo, abbia fallito, non abbia raggiunto il suo scopo, che insomma un vecchio marxista come lui abbia dedicato l'intera vita all'inseguimento di un sogno irrealizzabile.
Ripeto infatti, meglio tardi che mai, anche se le colpe di cui si è macchiato profetizzando il comunismo (che io chiamerei Male Assoluto) sicuramente non si lavano così facilmente.
Lo chiamo Male Assoluto perché le altre due grandi dittature del secolo scorso non sono paragonabili a quella comunista, derivante dal marxismo. Rimangono regimi totalitari, sbagliati per definizione, e per amor di verità si deve nuovamente ribadire che il fascismo è stato niente se confrontato col nazismo, un sogno se paragonato col comunismo. Il Male Assoluto è stato infinitamente peggiore delle altre due dittature per un motivo semplice, ha distrutto il popolo che avrebbe dovuto servire, che avrebbe dovuto migliorare, e questo perché è insito nel comunismo il concetto di non-libertà per chiunque, finendo quindi per distruggere la vita di milioni di persone che invece si aspettavano il contrario.Il Male Assoluto ha trasformato un'idea economica (per definizione imperfetta in quanto partorita da mente umana) in regime dittatoriale dando per forza di cose un'accezione negativa a questa idea economica, anche se già di per sé quest'ultima non poteva essere definita in maniera diversa in quanto si basava sulla non-libertà.
Il comunismo lo abbiamo assaggiato anche qui in Italia, con la guerra civile portata avanti dai partigiani, resa inutilmente feroce dagli stessi partigiani e poi vinta dagli Alleati. Lo abbiamo assaggiato duranti gli anni di piombo, quando se non ti dichiaravi comunista venivi accusato d'essere fascista e gambizzato o ucciso. Assaggiamo il comunismo ogni volta in cui scende in piazza la sinistra estrema, la sinistra nostalgica di "Baffone", e allora tiene sotto scacco una città intera provocando danni d'ogni genere, limitando o azzerando la libertà di tutti coloro che hanno una visione della vita come doveri che vengono prima dei diritti. Assaggiamo il comunismo ogni volta in cui la sinistra egemone utilizza tutto il suo apparato mediatico e giornalistico per sferrare attacchi al nemico di turno andando in barba al principio cardine della giustizia occidentale, ovvero il garantismo, che in un regime di non-libertà ci sta come il cavolo a merenda. Il Male Assoluto lo assaggiamo ogni qual volta la magistratura fa piazza pulita durante un'indagine, manda un indagato in carcere preventivamente o passa al Travaglio manettaro di turno delle carte riservate per contribuire alla distruzione umana del mal capitato. Infatti il comunismo si basa sulla distruzione del nemico utilizzando tutti i mezzi disponibili, anche i più violenti e vili. Lo assaggiamo ogni qualvolta arrivano notizie aberranti su ciò che accade nella Cina comunista, sulle migliaia di processi sommari seguiti dalla pena capitale anche per i reati minori e sulla non-libertà di informazione e di espressione.  Infine, il Male Assoluto, il comunismo, il marxismo applicato alla realtà, come cavolo volete chiamarlo, lo assaggiamo ogni volta in cui a qualcuno non è permesso esprimersi perché sta affrontando temi che mettono in imbarazzo la sinistra nostalgica, e così al Giampaolo Pansa o alla Oriana Fallaci di turno viene chiusa la bocca a suon di minacce o querele.
Questo è il comunismo, checché ne dica Bertinotti, e io liberale e liberista mi rifiuto d'essere accostato ad una persona di questo genere, perché nella sua mente ottenebrata dal Male Assoluto già questo mio post è un insulto all'unica verità esistente, quella di cui parla lui. La mia libertà la devo a chi non ha permesso al Male Assoluto di governare imponendo la non-libertà.
Il capitalismo crea disastri ed è imperfetto? Certo che sì, sono il primo a riconoscerlo, ma è quanto di meno peggio l'uomo sia riuscito a creare e quindi preferisco di gran lunga la crisi economica ai gulag.
Del comunismo invece non si salva niente, e i suoi effetti sono visibili sulle mura di metà città nell'Europa dell'est e sui volti dei suoi abitanti, di persone che hanno conosciuto la non-libertà e sono state trattate come animali da circo.
Delle riflessioni accademiche di Fausto Bertinotti nessuno dovrebbe interessarsi, lasciamo che questi ultimi e paurosi dinosauri della politica si estinguano in solitudine, noi siamo fatti di un'altra pasta.

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