"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Non Ruby, ma i liberali berlusconiani sono le vere vittime in questo processo-farsa.

, by Lorenzo Zuppini

Quando Berlusconi ha detto che la inaspettata sentenza di assoluzione per il processo Ruby lo ha commosso, io gli ho creduto, perché se io come moltissimi altri ho tirato un sosprito di sollievo non stento a credere che a lui si siano inumiditi gli occhi.
Il poliziotto Ostuni affidò Ruby a Nicole Minetti perché credeva fosse la cosa più giusta da fare, non per delle indebite pressioni esercitate dal Cavaliere, e non c'era bisogno di tirare avanti questo siparietto costoso e infamante per capirlo, bastava ascoltare le dichiarazioni dello stesso Ostuni.
La ragazza Ruby ha preso diversi soldi da Berlusconi, ma mai ricambiandolo con prestazioni sessuali, e non c'era bisogno di insultarla per anni definendola "bottana" per capirlo, anche in questo caso sarebbe bastato ascoltare le dichiarazione della giovane marocchina.
Questo processo-farsa è servito, insieme a molti altri strumenti assolutamente anti democratici, ad indebolire l'ultimo governo Berlusconi riuscendo nel novembre del 2011 a mandarlo a casa, con tanti cari saluti alla schiacciante maggioranza che nel 2008 lo aveva votato. La democrazia coi suoi principi obsoleti non è affare della sinistra nostrana.
Berlusconi, tanto per cambiare, ne esce trionfante e non scornato come accadrebbe a qualsiasi cittadino comune. La persecuzione giudiziaria di cui è vittima dal '94 ci concede una chiave di lettura di questo processo assolutamente unica, e di questo immenso dono dobbiamo ringraziare solo i suoi Arcinemici. Quei signori che maramaldeggiano da vent'anni e passa alle sue spalle, incoraggiati da qualche Presidente della Repubblica con poco senso dello Stato e aiutati dalla Rai partigiana che offre salotti radical-chic dove sedersi per straparlare sempre di lui senza che lui sia mai presente. Sono vigliacchi oltre che incapaci, e alla loro incapacità sopperiscono grazie al pelo sullo stomaco che caratterizza la sinistra italiana, a partire da quella antirevisionista e antipansista, fino ad arrivare a quella antiberlusconiana.
Ilda Boccassini ha gettato così facendo una gran quantità di merda sulla Procura di Milano, che già è incasinata col Csm per fatti riguardanti anche la stessa Boccassini, e proprio adesso non gli ci voleva un'assoluzione in Appello per un processo che ha tenuto il mondo intero col fiato sospeso e ci ha resi ridicoli. Da venerdì scorso però sappiamo grazie alle tesi ridicole portate avanti dall'accusa.
La sinistra che oggi si gira dall'altra parte facendo finta di niente, riparandosi dietro la giovane figura dell'Uomo di Firenze, facendo spallucce, questi politici di mezza tacca e di mezza età fanno pena e se avessero il buonsenso che invece caratterizza noi liberali berlusconiani dovrebbero andare da Berlusconi a testa bassa chiedendo perdono, perché hanno seriamente sputato sul voto che nel 2008 portò il Cavaliere a Palazzo Chigi, rendendolo il più longevo Presidente del Consiglio mai esistito.
Loro tacciono e continuano a discutere di riformare il Senato, molti altri arruffoni manettari invece cercano il pelo nell'uovo che gli assicuri che anche a questo giro si tratti di legge ad personam.
Travaglio farebbe meglio a tacere, e lo dico per il suo bene, perché sta diventando lui stesso l'uomo più sputtanato d'Italia, avendo osannato queste due risibili accuse per quattro anni.
Non ho intenzione di spiegare qui come mai la legge Severino non abbia aiutato il Cav, del significato giuridico di "perché il fatto non sussiste" e "perché il fatto non costituisce reato", non lo faccio altrimenti risulterei offensivo verso l'intelligenza di chi avrà la pazienza di leggermi, perché è facilmente intuibile il tutto senza doversi sorbire ulteriori spiegazioni.
Concludo dicendo che sono però perplesso, perché la storia si sta nuovamente ripetendo. Gli scornati a sinistra, come a sinistra rimangono i rancorosi, gli origliatori, i forcaioli, le pettegole e le sante che condannano le puttane, categoria che io apprezzo per la sincera genuinità. A destra e a fianco del Cavaliere rimangono invece gli onesti intellettualmente, il che non vuol dire essere dei santi, piuttosto dei diavoli scatenati entro certi limiti, sapendo riconoscere i propri. Consapevoli inoltre che la società civile e la vera Italia va oltre questo branco di bubboni che ci guardano e ci sbavano dietro.

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